Regime Forfettario agevolato: cos’è e come si accede

Il regime forfettario agevolato è un particolare regime fiscale che è possibile adottare con l’apertura di una partita Iva e l’avviamento di un’attività autonoma, rispettando alcune condizioni. Una Partita Iva a regime forfettario presenta agevolazioni interessanti per quanto riguarda le imposte, che variano dal 5% al 15%.

In questo periodo storico molti lavoratori autonomi che avviano un’attività scelgono sempre più spesso questo regime fiscale agevolato, particolarmente indicato per i giovani e per determinate categorie di lavoratori. Uno dei limiti per il regime forfettario è quello di non superare il fatturato annuo di 85.000 euro.

Una recente comunicazione Inps stabilisce con certezza che per le partite Iva a regime forfettario scatta la riduzione dei contributi Inps per i soggetti che rientrano nel cappello di artigiani e commercianti. Riduzione che va richiesta all’ente previdenziale entro il giorno 28 febbraio 2024.

La riduzione dei contributi Inps è riservata infatti ai lavoratori autonomi con partita Iva a regime forfettario agevolato, con riduzione al 35% dei contributi, per l’anno 2024. I soggetti che hanno iniziato una nuova attività autonoma con partita Iva agevolata come artigiani e commercianti, possono procedere alla richiesta per l’anno in corso, e la domanda può essere presentata una volta per tutto il periodo di lavoro.

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 32/E/2023 il superamento della nuova soglia di 85.000 euro  comporta il passaggio, a partire dall’anno successivo, al regime ordinario mentre se si superano i 100,000€ il passaggio avviene nello stesso anno.

Per quanto riguarda il regime forfettario, bisogna distinguere diversi tipi di soggetti, in base alla gestione della cassa previdenziale:

  • artigiani e commercianti con gestione IVS;
  • liberi professionisti con cassa apposita, diversa dall’Inps;
  • liberi professionisti con gestione separata Inps.

Regime Forfettario agevolato: requisiti per la richiesta di riduzione contributiva

L’aliquota agevolata al 35% non deve essere applicata automaticamente. Questa, infatti deve essere richiesta direttamente all’Inps nei diversi casi:

  • la scadenza è fissata al 28 febbraio di ogni anno per chi ha avviato un’attività nell’anno precedente;
  • non c’è scadenza, ma bisogna procedere il prima possibile, in caso di apertura di partita Iva nell’anno in corso;
  • chi ha già beneficiato in precedenza della riduzione contributiva, continuerà a beneficiarne salvo rinuncia.

I redditi da pensione sono considerati come redditi di lavoro dipendente, pertanto per poter adottare il Regime Forfettario non deve aver percepito una pensione maggiore a 30.000€ nell’anno precedente.

Supponiamo di avere un forfettario iscritto alla Gestione Commercianti, con più di 21 anni, che ha ottenuto ricavi per 40.000 € in un anno, e che il suo coefficiente di redditività sia del 40%. Ecco quanto pagherebbe:

  1. Calcoliamo il reddito imponibile: 53.000 € x 40% = 21.200 €
  2. Sottraiamo il reddito minimale per il 2024: 21.200 € – 18.415 € = 2.785 € (reddito eccedente)
  3. Calcoliamo il contributo sul reddito eccedente: 2.785 € x 24,48% = 682,92 €
  4. Sommiamo i contributi fissi: 4.515,43 € + 682,92 € = 5.198,35 €, il totale dei contributi da versare.

Se il forfettario ha presentato la domanda per la riduzione, il calcolo sarebbe il seguente: 5.198,35 € – 35% = 3.378,29 €

La riduzione dei contributi Inps forfettario porterebbe il totale da versare a 3.378,29 €, inferiore al totale calcolato senza la riduzione (5.198,35 €).

L’applicazione della riduzione contributiva consente l’accreditamento di tutti i contributi mensili, relativi a ciascun anno solare, i soggetti che abbiano corrisposto un contributo non inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito previsto per le Gestioni Inps degli artigiani e dei commercianti (per il 2024 pari a 18.415 euro).

Nel caso in cui, invece, l’importo versato dall’imprenditore in regime forfetario che ha aderito all’agevolazione contributiva risulti complessivamente inferiore (considerando i contributi minimali e quelli sul reddito eccedente) all’importo ordinario della contribuzione dovuta sul minimale di reddito, questi si vedrà accreditato un numero di mesi proporzionale a quanto versato.

Il versamento dei contributi va effettuato tramite modello F24, secondo alcune precise scadenze:

  • 16 maggio 2024;
  • 22 agosto 2024;
  • 16 novembre 2024;
  • 16 febbraio 2025;

Queste date fanno riferimento al versamento dei contributi per il minimale del reddito. Nel caso di eccedenze, sono previsti termini per il versamento in base al pagamento delle tasse applicate sui redditi delle persone fisiche, in base al saldo 2023, primo acconto 2024, e secondo acconto 2024.

Regime Forfettario agevolato: conviene davvero la riduzione contributi Inps?

La decisione di aderire alla riduzione dei contributi Inps deve essere valutata attentamente, considerando non solo il risparmio immediato, ma anche gli effetti a lungo termine sulle prestazioni pensionistiche.

Nel caso in cui il contribuente versi un importo inferiore al minimale a causa della riduzione, il periodo di contribuzione potrebbe essere riproporzionato in base agli importi effettivamente versati. Questo potrebbe influenzare la maturazione dei requisiti pensionistici, rendendo più lungo il tempo necessario per raggiungere determinati traguardi pensionistici.

È quindi fondamentale valutare attentamente i pro e i contro, tenendo conto della propria situazione finanziaria attuale e delle proiezioni per il futuro pensionistico. In alcuni casi, potrebbe essere più vantaggioso mantenere i contributi al livello minimo per garantire una continuità nella copertura previdenziale e assicurare una maggiore stabilità nel percorso pensionistico.

Per approfondimenti in merito all’argomento trattato e per qualsiasi informazione di natura previdenziale, è possibile rivolgersi alle sedi del Patronato 50&PiùEnasco.

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