ADI: controlli Inps su omessa comunicazione del reddito da lavoro in caso di erogazione del beneficio
- 19 Novembre 2024
- Posted by: 50&PiùEnasco
- Categoria: Lavoro e Famiglia
Il diritto all’Assegno di Inclusione (ADI) è riconosciuto sulla base di specifici requisiti, anche di reddito, che devono essere posseduti dal nucleo familiare al momento della presentazione della domanda e mantenuti per l’intera durata di fruizione del beneficio.
L’Assegno di Inclusione si rivolge a determinate categorie di nuclei familiari in possesso di specifici requisiti soggettivi, economici, di cittadinanza, soggiorno e residenza.
Per quanto riguarda la verifica dei requisiti anagrafici, i Comuni vengono coinvolti dall’Inps tramite una piattaforma nel momento in cui le informazioni disponibili all’Istituto (ad esempio l’Anagrafe della popolazione residente) non risultino sufficienti a confermare il possesso o il mancato possesso del requisito.
I Comuni, inoltre, sono chiamati a verificare la composizione del nucleo familiare, verificando la coerenza del nucleo dichiarato ai fini ISEE con il nucleo familiare anagrafico e le informazioni raccolte dai servizi sociali. Infine, come le altre pubbliche amministrazioni competenti, i Comuni sono chiamati a certificare o attestare la condizione di svantaggio e l’inserimento in programmi di cura e assistenza dei componenti in condizione di svantaggio.
ADI e omessa comunicazione del reddito derivante dall’attività di lavoro dipendente o da percorsi di politica attiva del lavoro avviati in corso di erogazione del beneficio
I beneficiari dell’Assegno di Inclusione sono tenuti a comunicare all’Inps eventuali rapporti di lavoro, in essere al momento della domanda, e ogni variazione delle condizioni occupazionali durante l’erogazione della misura.
L’Inps con un recente messaggio illustra le modalità del controllo messo in atto dall’Istituto dal mese di giugno sulle attività di lavoro dipendente non dichiarate dai componenti del nucleo familiare.
In particolare, la procedura verifica la presenza del modello “ADI-Com Esteso” per ogni domanda accolta, se uno o più componenti del nucleo familiare abbiano avviato un’attività di lavoro dipendente o percorsi di politica attiva del lavoro.
Cosa succede in caso di omessa comunicazione
In caso di omessa comunicazione, la procedura sospende l’erogazione del beneficio, nel quale risulti:
- un’attività lavorativa dipendente o percorsi di politica attiva del lavoro con corresponsione di una indennità;
- la mancata presentazione del modello “ADI-Com Esteso” entro 30 giorni dall’avvio dell’attività lavorativa.
Qualora entro tre mesi dall’avvio dell’attività lavorativa o dei percorsi di politica attiva per il lavoro, il componente che abbia avviato l’attività o i percorsi non abbia provveduto alla presentazione del modello “ADI-Com Esteso”, la prestazione, salvo diversa indicazione, viene posta centralmente in decadenza.
Per approfondimenti in merito all’argomento trattato e per qualsiasi informazione di natura previdenziale, è possibile rivolgersi alle sedi del Patronato 50&PiùEnasco.
Potrebbe interessarti anche
-
Indennità ISCRO 2025
L’ISCRO, introdotta in via sperimentale per il triennio 2021-2023, è stata stabilizzata nel sistema degli ammortizzatori sociali dal 1° gennaio 2024.
17 Luglio 2025 -
Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo: le novità 2024
L’Inps come ogni anno, fornisce chiarimenti sull’individuazione dei pensionati tenuti alla comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nel 2023.
9 Ottobre 2024
