Pensione di vecchiaia

Pensione di Vecchiaia: È una prestazione economica erogata, a domanda, in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata, che abbiano raggiunto l’età stabilita dalla legge oppure perfezionato l’anzianità contributiva e assicurativa richiesta.

La Pensione di Vecchiaia è una prestazione economica erogata, a domanda, in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi, che hanno:
  • raggiunto l’età stabilita dalla legge;
  • perfezionato l’anzianità contributiva e assicurativa richiesta;
  • cessato il rapporto di lavoro alle dipendenze di terzi alla data di decorrenza della pensione, fermo restando che qualora la rioccupazione intervenga presso diverso datore di lavoro non occorre una soluzione di continuità con la precedente attività lavorativa.

A decorrere dal 1° gennaio 2012, hanno diritto alla pensione di vecchiaia i soggetti che abbiano raggiunto i seguenti requisiti anagrafici:

a) lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive della medesima

dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 65 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019 67 anni

b) lavoratrici iscritte alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi ed alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995

dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 66 anni e 1 mesi
dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019 67 anni

c) lavoratori iscritti all’ assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e lavoratrici dipendenti iscritte alle forme esclusive dell’A.G.O.

dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019 67 anni

d) lavoratori iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995

dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019 67 anni
Restano confermati i requisiti anagrafici ridotti per il conseguimento della pensione di vecchiaia previsti dalla disciplina previgente per le seguenti categorie di lavoratori:
Soggetti non vedenti (art.1, comma 6, D.Lgs.503/1992)
Invalidi in misura non inferiore all’80% (art.1, comma 8, D.Lgs.503/1992)
Per queste categorie continua a trovare applicazione anche il regime delle decorrenze (finestre) già vigente (12 mesi per i Lavoratori Dipendenti, 18 mesi per i Lavoratori Autonomi).

Fermi restando i requisiti anagrafici sopra illustrati, il diritto alla pensione di vecchiaia si consegue con un’anzianità minima contributiva pari a 20 anni; per il conseguimento di tale requisito deve essere valutata la contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo.

A tali fini possono essere fatte valere anche le maggiorazioni figurative già previste – ai fini del diritto e della misura della pensione – dalle norme previgenti (es. maggiorazione prevista in favore degli invalidi con percentuale superiore al 74%, di cui all’art.80, comma 3, della Legge 388/2000).

Sono previste, in deroga a quanto stabilito dalla 214/2011, alcune clausole di salvaguardia così come indicato dall’art.2, comma 3 del D.Lgs.503/1992 per:

  • Lavoratori con 15 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1992;
    Lavoratori ammessi ai Versamenti Volontari in data anteriore al 31 dicembre 1992;
  • Lavoratori dipendenti che possono far valere un’anzianità assicurativa di almeno 25 anni e risultano occupati per almeno 10 anni per periodi di durata inferiore a 52 settimane dell’anno solare.

Queste categorie di lavoratori potranno accedere al pensionamento, fermo restando i nuovi requisiti previsti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, con il requisito contributivo ridotto di 15 anni.

Per questi lavoratori il diritto alla pensione di vecchiaia è subordinato all’ulteriore condizione che l’importo della pensione non sia inferiore a 1,5 volte l’importo dell’Assegno Sociale.

Ai fini del raggiungimento del requisito contributivo (che per questi lavoratori passa da 5 anni a 20 anni) sono confermate le disposizioni di cui all’art.1, comma 40 della Legge 335/1995. Pertanto, viene riconosciuto l’accredito figurativo per i seguenti periodi:

  • assenza dal lavoro per periodi di educazione e assistenza dei figli fino al sesto anno di età in ragione di centosettanta giorni per ciascun figlio;
  • assenza dal lavoro per assistenza a figli dal sesto anno di età, al coniuge e al genitore purché conviventi, quando sussistano le condizioni previste dall’articolo 3 della legge n.104/1992 , per la durata di venticinque giorni complessivi l’anno, nel limite massimo complessivo di ventiquattro mesi;
  • anticipo per di età rispetto al requisito di accesso alla pensione di vecchiaia per le lavoratrici pari a quattro mesi per ogni figlio e nel limite massimo di dodici mesi. In alternativa al detto anticipo la lavoratrice può optare per la determinazione del trattamento pensionistico con applicazione del coefficiente relativo all’età di accesso al trattamento pensionistico, maggiorato di un anno in caso di uno o due figli, e maggiorato di due anni in caso di tre o più figli.

Si prescinde dal predetto requisito di importo minimo se in possesso di un’età anagrafica pari a 70 anni, ferma restando un’anzianità contributiva minima effettiva di cinque anni.

Pertanto, alla pensione di vecchiaia per i soggetti che hanno versato il primo contributo successivamente al 31.12.1995 si consegue con le seguenti modalità, tra loro alternative:

  • 66 anni e 7 mesi di età per il 2018 ( 67 anni dal 2019), 20 anni di contribuzione, ’importo della pensione non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale;
  • 70 anni e 7 mesi di età per il 2018 ( 71 anni dal 2019) e 5 anni di contribuzione “effettiva”, a prescindere dall’importo della pensione.

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