Pensioni e cumulo dei periodi assicurativi

Pensioni e cumulo dei periodi assicurativi

Il cumulo è una particolare forma gratuita di “somma” dei periodi contributivi che, in aggiunta alla ricongiunzione onerosa e alla totalizzazione gratuita, permette la valorizzazione della contribuzione mista, ovvero quella contribuzione accreditata in più gestioni della previdenza obbligatoria per coloro i quali hanno avuto carriere lavorative discontinue. La normativa, infatti, consente al lavoratore la possibilità di cumulare i periodi assicurativi accreditati presso differenti gestioni, senza oneri a suo carico, per il riconoscimento di un’unica pensione da liquidarsi secondo le regole di calcolo previste da ciascun fondo e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento.

A differenza della ricongiunzione il cumulo non opera alcun trasferimento della contribuzione da una gestione previdenziale all’altra e, a differenza di quanto accade di norma con la totalizzazione contributiva, il cumulo non prevede il passaggio automatico al sistema contributivo Attenzione: per quanto riguarda le quote a carico delle casse professionali, è necessario verificare i singoli regolamenti di previdenza.

La facoltà di cumulo dei periodi assicurativi introdotta, a partire dal 1° gennaio 2013, dalla Legge di stabilità 2013 (articolo, 1, comma 239 della legge 228/2012) è stata poi estesa dalla Legge di stabilità 2017 (articolo 1, comma 195, della legge 232/2016) che ne ha ampliato, dal 1° gennaio 2017, il perimetro di applicazione anche per il conseguimento della pensione anticipata.

Chi può accedere al cumulo contributivo?

  • i lavoratori iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria dei lavoratori dipendenti (FPLD);
  • i lavoratori autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti e mezzadri);
  • i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps;
  • i lavoratori iscritti alle forme sostitutive ed esclusive dell’assicurazione generale obbligatorie (ex Inpdap, ex Enpals, Fondo Volo, elettrici, Telefonici, etc.);
  • i lavoratori iscritti alle Casse professionali private e privatizzate ex D.Lgs. 509/94 e D. Lgs. 103/96 (Inarcassa, Cassa Forense, Cassa Geometri, Periti Industriali, Dottori Commercialisti, Ragionieri, etc.).

A decorrere dal 1° gennaio 2017 il cumulo dei periodi assicurativi può essere esercitato per conseguire:

  • la pensione di vecchiaia;
  • la pensione anticipata;
  • la pensione di inabilità;
  • la pensione indiretta ai superstiti.

Il primo passo per massimizzare i benefici del cumulo contributivo 2026 è effettuare una verifica accurata della propria posizione contributiva presso tutti gli enti coinvolti. Attraverso il sito INPS è possibile controllare i contributi accreditati e segnalare eventuali anomalie.

Questa verifica dovrebbe essere condotta con particolare attenzione ai periodi di transizione tra diversi rapporti di lavoro, dove possono verificarsi mancati accrediti o errori amministrativi.

È consigliabile richiedere l’estratto conto contributivo all’INPS ed anche alle altre casse previdenziali alle quali si è versato, come quelle dei professionisti (avvocati, ingegneri, medici) o le casse di previdenza complementare.

Come si calcola il cumulo della pensione

Il calcolo del cumulo della pensione dipende dalla tipologia di contribuzione versata e dal sistema di calcolo applicabile (retributivo, contributivo o misto).

In alcuni casi, può essere utile valutare il riscatto di periodi non coperti da contribuzione, come gli anni di laurea, per incrementare l’anzianità contributiva.

Questa strategia risulta particolarmente vantaggiosa per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996 e rientra completamente nel sistema contributivo, poiché il riscatto può aumentare sia l’anzianità contributiva che il montante complessivo su cui verrà calcolata la pensione.

Il cumulo è previsto anche quando siano stati già raggiunti i requisiti per il diritto a pensione in una delle gestioni per le quali è previsto l’esercizio di tale facoltà, purché quest’ultima condizione non abbia già dato luogo alla liquidazione del relativo trattamento pensionistico.

La complessità del sistema previdenziale italiano, con le sue molteplici gestioni e regole di calcolo, rende spesso difficile per il singolo cittadino comprendere quale sia l’opzione migliore.

Affidarsi ad una consulenza pensionistica permette di ottenere una valutazione personalizzata della propria situazione e di pianificare al meglio il percorso verso la pensione.

 

©️Photo Credit Shutterstock: alvan.ph

Per approfondimenti in merito all’argomento trattato e per qualsiasi informazione di natura previdenziale, è possibile rivolgersi alle sedi del Patronato 50&PiùEnasco.

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