Riforma della disabilità: novità introdotte nel 2026
- 5 Marzo 2026
- Posted by: 50&PiùEnasco
- Categoria: Rubrica Previdenza
Dal 1° gennaio 2025 è stata avviata una fase sperimentale sulla riforma della disabilità (invalidità civile) che terminerà il suo iter per diventare effettiva sul tutto il territorio nazionale il 1 gennaio 2027.
La riforma della disabilità con il decreto 62/2024, rappresenta una novità storica: non è solo un adeguamento normativo, si tratta di un vero e proprio cambiamento culturale, che ridefinisce come guardiamo la disabilità (non più soltanto come “patologia”, ma come interazione tra persona e ambiente), come valutiamo i diritti (valutazione di base più progetto di vita) e persino come parliamo (linguaggio aggiornato).
Infatti il cuore della riforma è la sperimentazione di un nuovo procedimento per l’accertamento della condizione di disabilità, affidato all’Inps, che comprende sia la valutazione di base sia quella multidimensionale finalizzata all’elaborazione del cosiddetto “progetto di vita”.
Riforma della disabilità: le principali novità
Una delle principali novità riguarda proprio la modalità di avvio del procedimento: sarà sufficiente infatti la trasmissione telematica all’Inps del certificato medico introduttivo, attraverso il medico di base, senza necessità di ulteriori adempimenti o domande. Con questa innovazione l’Istituto diventa titolare unico del processo di accertamento della disabilità, con l’obiettivo di semplificare l’iter burocratico e garantire maggiore rapidità nella gestione delle pratiche.
Il decreto sostituisce i termini come “handicap” e “invalidità” con il termine “persona con disabilità”, abbandonando la precedente terminologia obsoleta e potenzialmente discriminatoria. L’art. 3 infatti aggiorna la definizione di “persona con disabilità” ridefinendola come segue: è tale “chi presenta durature compromissioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che, in interazione con barriere di diversa natura, possono ostacolare la piena ed effettiva partecipazione nei diversi contesti di vita su base di uguaglianza con gli altri, accertate all’esito della valutazione di base”.
Questa nuova definizione, in linea con la Convenzione ONU del 2006, evidenzia l’importanza di considerare la disabilità come il risultato dell’interazione tra la persona e il suo ambiente, piuttosto che come una caratteristica intrinseca dell’individuo.
Il decreto introduce la “valutazione di base” ovvero un procedimento unitario e multidisciplinare volto ad accertare la condizione di disabilità e l’intensità dei sostegni necessari. Dal 1° gennaio 2026 questa valutazione verrà affidata in via esclusiva all’Inps, si svolgerà in un’unica visita collegiale e si baserà sull’utilizzo delle classificazioni internazionali adottate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
La valutazione di base è finalizzata al riconoscimento della condizione di disabilità, all’accertamento dell’invalidità civile e, per quanto qui più interessa, all’accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva, ai fini dell’inclusione scolastica.
L’obiettivo e il cuore della riforma è quello di semplificare e velocizzare le procedure burocratiche per l’ottenimento del sostegno all’invalidità. Prima della riforma l’attesa poteva anche essere molto lunga, ora il tempo viene ridotto con l’invio di un certificato introduttivo.
Questo permetterà di ricevere in circa un mese di tempo il primo sostegno economico. Infatti, con l’invio del certificato a marzo, ad esempio, l’indennità spetta a partire dal 1° aprile (il primo giorno del mese successivo). Al beneficiario viene chiesto di inviare subito i dati economici senza aspettare la fine della procedura.
Questo è possibile anche perché l’Inps diventa l’accertatore unico, senza le diverse commissioni. Si evitano svariati passaggi e la valutazione si basa solo sul certificato del medico e sulla visita dell’Inps.
All’interno della visita Inps viene valutato tutto:
- invalidità civile, cecità, sordità;
- bisogno di sostegno scolastico;
- livello di sostegno.
Riforma della disabilità: nuovi importi (rivalutazione +1,4%)
Ricordiamo un’altra novità, ovvero gli importi. Ogni anno l’Inps adegua gli assegni per evitare che perdano valore d’acquisto. Per il 2026, l’aumento è dell’+1,4%. Si traduce in un ritocco contenuto, pari a circa 3-4 euro in più al mese.
Per ricevere l’assegno, il richiedente non deve superare determinati limiti di reddito personale annuo:
- soglia alta da 20.029,55 euro per chi ha una disabilità totale;
- soglia bassa da 5.852,21 euro; chi supera questo reddito perde il diritto all’assegno
©️Photo credit: Andrii Yalanskyi
Per approfondimenti in merito all’argomento trattato e per qualsiasi informazione di natura previdenziale, è possibile rivolgersi alle sedi del Patronato 50&PiùEnasco.
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