Invalidità Civile

Invalidità Civile: la pensione di inabilità è una prestazione economica che viene erogata su richiesta ai lavoratori per i quali viene accertata l’impossibilità di svolgere una qualsiasi attività lavorativa.

Quando parliamo di invalidità civile a quali situazioni ci riferiamo? Per mutilati e invalidi civili si fa riferimento ai cittadini affetti da minorazioni, sia congenite che acquisite, anche a carattere progressivo, a causa delle quali un terzo (o più) della loro capacità lavorativa è stata permanentemente ridotta in misura non inferiore a un terzo.

Inoltre, rientrano in tale categoria anche i minori di anni 18 che hanno difficoltà persistenti nello svolgere i compiti caratteristici della loro età.

Per avere l’assistenza socio-sanitaria e la concessione dell’indennità di accompagnamento, il decreto legislativo 509 del 1988 considera mutilati e invalidi civili i maggiori di anni 65 che presentano difficoltà nello svolgere le funzioni tipiche della loro età.

Non fanno parte di tale categoria:

  • gli invalidi di guerra, del lavoro e per servizio;
  • i ciechi e i sordomuti.

Per avere un dettaglio delle singole categorie, consulta l’allegato.

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Il pagamento della pensione avviene in 13 mensilità. Per il 2018 l’importo è di 282,55 euro.

Dopo i 66 anni e 7 mesi di età l’ammontare della pensione di inabilità è adeguato a quello previsto per l’assegno sociale.

Come ricevere la pensione di inabilità? Va presentata apposita domanda all’Inps per via telematica.

A partire dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione di tale domanda decorrono le provvidenze economiche per l’accertamento sanitario dell’invalidità.

QUALI SONO I REQUISITI?

Per ricevere la pensione di inabilità, occorrono i seguenti requisiti:

    • Invalidità totale e permanente del 100%;
    • Essere di età compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi;
    • Trovarsi in stato di bisogno economico;
    • Cittadinanza italiana;
    • Residenza in Italia.

Inoltre, la pensione spetta in misura intera in 2 ipotesi:

    • se il reddito annuale dell’invalido non supera il tetto massimo;
    • se il soggetto invalido è ricoverato in un istituto pubblico che si occupa del suo sostentamento.

Va precisato che la condizione di inabilità dev’essere riconosciuta da apposita Commissione sanitaria.
Per quanto riguarda il requisito della cittadinanza, hanno diritto alla pensione anche:

  • I cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea che hanno la residenza in Italia;
  • Gli stranieri con regolare permesso di soggiorno della durata non inferiore a un anno.

Per quanto riguarda il regime di compatibilità, si consiglia la consultazione dell’allegato.

La pensione di inabilità risulta compatibile con quella di invalidità (dovuta per causa di guerra, di lavoro o di servizio) e con l’indennità di accompagnamento. Inoltre, è possibile svolgere attività lavorativa senza perdere il diritto alla pensione.

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L’assegno mensile viene corrisposto in 13 mensilità. L’importo è lo stesso di quello delle pensioni di inabilità riconosciute agli invalidi totali. Per il 2018 la somma è di 282,55 euro.

Per ricevere l’assegno mensile, occorrono i seguenti requisiti:

  • Invalidità tra il 74% e il 99%;
  • Essere di età compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi;
  • Cittadinanza italiana;
  • Residenza in Italia.

Per quanto riguarda il requisito della cittadinanza, hanno diritto alla pensione anche:

  • I cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea che hanno la residenza in Italia;
  • Gli stranieri con carta di soggiorno della durata non inferiore a un anno.

Inoltre, la pensione spetta in misura intera in 2 ipotesi:

  • se il reddito annuale dell’invalido non supera il tetto massimo (stabilito per il 2018 in 4.853,29 euro);
  • se il soggetto invalido non svolge attività lavorativa.

Come ricevere l’assegno mensile? Va presentata apposita domanda all’Inps da parte dell’invalido parziale per via telematica.
A partire dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione di tale domanda decorrono le provvidenze economiche per l’accertamento sanitario dell’invalidità.

L’invalidità deve essere riconosciuta dalla commissione sanitaria competente. Mentre, per dimostrare di non svolgere attività lavorativa, l’interessato deve presentare all’Inps ogni anno una auto-dichiarazione.

Si consiglia la consultazione dell’allegato per avere una spiegazione dettagliata del requisito e delle condizioni di legge.

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L’indennità di accompagnamento viene corrisposta in 12 mensilità. L’importo per il 2018 è di 516,35 euro.

Per beneficiare dell’indennità di accompagnamento, occorrono i seguenti requisiti:

  • Invalidità totale e permanente del 100%. Essa consiste nell’impossibilità sia di deambulare che di compiere gli atti quotidiani.
  • Cittadinanza italiana;
  • Residenza in Italia.

A differenza della pensione di inabilità e dell’assegno mensile, si ha diritto all’indennità di accompagnamento a prescindere dall’età e dal reddito annuo.

Per quanto riguarda il requisito della cittadinanza, hanno diritto alla pensione anche:

  • I cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea che hanno la residenza in Italia;
  • Gli stranieri con carta o permesso di soggiorno della durata non inferiore a un anno;
  • I minori iscritti alla carta o al permesso di soggiorno degli stranieri titolari.

Il riconoscimento dell’indennità deriva dal fatto che il soggetto invalido totale non è in grado di compiere azioni senza l’aiuto di un accompagnatore e ha bisogno di un’assistenza continua e permanente. Essa è comunque compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa.

La legge 18/1980 prevede alcune condizioni che escludono o rendono incompatibile il riconoscimento dell’indennità. Esse sono:

  • Essere ricoverati gratuitamente in un istituto;
  • Percepire un’indennità per altre cause di invalidità (guerra, lavoro o servizio). In tal caso vige un regime differente, che è possibile approfondire nell’apposito allegato.

Come ricevere l’indennità? Va presentata apposita domanda all’Inps per via telematica.

A partire dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione di tale domanda decorrono le provvidenze economiche per l’accertamento sanitario dell’invalidità.

Dopo il riconoscimento, è comunque necessario presentare (entro il 31 marzo di ogni anno) la cosiddetta ICRIC, cioè una dichiarazione di responsabilità che attesta l’eventuale ricovero presso una casa di cura, specificando se esso è a carico dell’invalido o dello Stato.

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MINORI – INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO

L’indennità di accompagnamento viene corrisposta in 12 mensilità. L’importo per il 2018 è di 516,35 euro.

I requisiti per ricevere l’indennità di accompagnamento sono gli stessi previsti per i maggiori di 18 anni:

  • Invalidità totale e permanente del 100%. Essa consiste nell’impossibilità sia di deambulare che di compiere gli atti quotidiani.
  • Cittadinanza italiana;
  • Residenza in Italia.

Cosa accade al compimento dei 18 anni di età? La sede Inps competente invia 6 mesi prima alle ASL i nominativi di coloro che devono essere visitati per il riconoscimento dell’indennità in qualità di invalido maggiore di anni 18.

L’interessato deve presentare domanda per richiedere la concessione della prestazione. Gli effetti decorrono dal mese successivo alla data di presentazione.

Nel periodo che intercorre tra la presentazione della domanda e l’accertamento sanitario, l’invalido continua a percepire l’indennità.

Tale accertamento può avvenire anche d’ufficio o per via giudiziaria. Per il dettaglio delle ipotesi consultare l’allegato.

MINORI – INDENNITÀ MENSILE DI FREQUENZA

L’indennità di frequenza è una prestazione nata a sostegno dell’inserimento scolastico e sociale e rivolta ai ragazzi minorenni disabili. Per il 2018 è stata fissata in euro 282,55.

Per ricevere l’indennità di frequenza, occorrono i seguenti requisiti:

  • Essere minori di anni 18;
  • Cittadinanza italiana;
  • Avere persistenti difficoltà nello svolgere compiti tipici dell’età in questione, essere ipoacustico con una perdita dell’udito maggiore di 60 decibel alle frequenze 500, 1000 e 2000 hertz;
  • Validità per il solo periodo di frequenza. Ciò significa che è richiesta la frequenza continua o periodica di centri ambulatoriali oppure di scuole pubbliche o private o di centri di formazione o addestramento professionale.

Hanno diritto all’indennità anche:

  • I cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea che hanno la residenza in Italia;
  • Gli stranieri con carta o permesso di soggiorno della durata non inferiore a un anno;
  • I minori iscritti alla carta o al permesso di soggiorno degli stranieri titolari.

L’organo competente a cui presentare domanda è la Commissione medica delle ASL del Comune di residenza, la quale dispone la concessione dell’indennità.

Per conoscere nel dettaglio le condizioni e i tempi, si consiglia la consultazione dell’allegato.

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La legge prevede una serie di prestazioni riservate a coloro che sono affetti da cecità totale o parziale.

È possibile accedervi presentando domanda all’Inps per via telematica, alla quale seguirà l’accertamento medico della minorazione visiva. L’iter corrisponde a quello stabilito per gli invalidi civili.

PENSIONE NON REVERSIBILE DEI CIECHI TOTALI

L’importo previsto per il 2018 è di 282,55 euro se si tratta di ricoverati, mentre è pari a 305,56 se l’avente diritto non è ricoverato.

Per ricevere la pensione, oltre alla maggiore età sono richiesti due ordini di requisiti, di natura sanitaria e reddituale. La legge richiede la sussistenza di:

  • Un residuo visivo in entrambi gli occhi uguale a 00, che corrisponde alla mera percezione dell’ombra e della luce;
  • Un reddito annuale al di sotto della soglia massima (stabilito per il 2018 in 16.664,36 euro). Per avere un quadro specifico del requisito reddituale consultare l’allegato.

Vige un regime di compatibilità generale, in base al quale il diritto alla pensione è compatibile con tutte le altre pensioni riconosciute dalla legge per causa di invalidità, nonché con tutte le prestazioni economiche concesse agli invalidi di guerra, di lavoro o di servizio.

INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO

L’indennità di accompagnamento viene corrisposta in 12 mensilità. L’importo previsto per il 2018 è pari a 915,18 euro.

I requisiti per accedere a tale prestazione sono esclusivamente di natura sanitaria: è richiesto un residuo visivo in entrambi gli occhi uguale a 00, tale da percepire soltanto l’ombra e la luce.

La prestazione in questione è incompatibile con altre indennità derivanti da ragioni di lavoro, servizio o guerra. Mentre, è ammesso lo svolgimento di attività lavorativa e il ricovero presso strutture pubbliche.

In presenza di minorazioni multiple, è ammesso il cumulo. Per le prestazioni per cui è prevista la possibilità di cumulare, si consiglia la consultazione dell’allegato.

PENSIONE NON REVERSIBILE DEI CIECHI PARZIALI O VENTESIMISTI

L’importo previsto per il 2018 è pari a 282,55 euro.

Per ricevere la pensione non sono previsti limiti di età. I requisiti sono di due tipi:

  • Il requisito sanitario richiede la sussistenza di un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi. Tale elemento, infatti, attribuisce lo stato di cieco parziale o ventesimista.
  • Il requisito reddituale consiste in un reddito annuale che non superi il tetto massimo (stabilito per il 2018 in 16.664,36 euro), uguale a quello previsto per i ciechi assoluti.

È compatibile con tutte le altre pensioni riconosciute dalla legge per causa di invalidità, nonché con tutte le prestazioni economiche concesse agli invalidi di guerra, di lavoro o di servizio.

INDENNITÀ SPECIALE

L’importo previsto per il 2018 è pari a 209,51 euro. Esso viene corrisposto in 12 mensilità.

Hanno diritto a percepire l’indennità speciale tutti i ciechi parziali che presentano un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi. La sussistenza di tale è sufficiente per ricevere la prestazione, senza che sia necessaria né la maggiore età né il rispetto della soglia reddituale.

È ammesso lo svolgimento di attività lavorativa e il ricovero presso strutture a carico dello Stato. Anche in questo caso è ammesso il cumulo. Per le prestazioni per cui è prevista la possibilità di cumulare, si consiglia la consultazione dell’allegato.

Al contrario, l’indennità in questione è incompatibile con altre indennità derivanti da ragioni di lavoro, servizio o guerra.

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La legge prevede una serie di prestazioni riservate a coloro che sono affetti da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che abbia impedito il normale apprendimento del linguaggio parlato.

È possibile accedervi presentando domanda all’Inps per via telematica, alla quale seguirà l’accertamento medico della minorazione uditiva. L’iter corrisponde a quello stabilito per gli invalidi e i ciechi civili.

PENSIONE NON REVERSIBILE

La pensione viene erogata in 12 mensilità. L’importo previsto per il 2018 è pari a 282,55 euro.

Per ricevere la pensione, occorrono i seguenti requisiti, di natura sanitaria e reddituale:

  • Essere di età compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi;
  • Essere affetto da sordità congenita o acquisita, la quale dev’essere riconosciuta seguendo l’iter tradizionale previsto per gli invalidi civili;
  • Percepire un reddito annuale al di sotto della soglia massima (stabilito per il 2018 in 16.664,10 euro). Per avere un quadro specifico del requisito reddituale consultare l’allegato.

Tale prestazione è considerata compatibile con altre indennità derivanti da ragioni di lavoro, servizio o guerra.

INDENNITÀ DI COMUNICAZIONE

L’indennità viene erogata in 12 mensilità. L’importo previsto per il 2018 è pari a 256,21 euro.

Per ricevere l’indennità non sono previsti limiti di età. I requisiti per accedere a tale prestazione sono esclusivamente di natura sanitaria: il soggetto dev’essere affetto da ipoacusia con una perdita dell’udito pari o superiore a 60 decibel htl nell’orecchio migliore (fino a 12 anni) o superiore a 75 decibel htl nell’orecchio migliore (dopo i 12 anni).

È ammesso lo svolgimento di attività lavorativa e il ricovero presso strutture a carico dello Stato. Anche in questo caso, in presenza di minorazioni multiple è ammesso il cumulo. Per le prestazioni per cui è prevista la possibilità di cumulare, si fa riferimento alle indennità di accompagnamento riconosciute agli invalidi e ai ciechi civili.

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