Supplemento e ricostituzione

Supplemento e ricostituzione: il supplemento pensionistico è un’integrazione della pensione che viene liquidata su richiesta sulla base di contribuzione relativa a periodi successivi alla data di decorrenza della pensione medesima.

Il supplemento è un incremento rispetto all’importo della pensione già in corso di liquidazione. Viene determinato sempre in base ai contributi versati.

Se, in seguito al pensionamento, si continua l’attività lavorativa, va presentata domanda all’Inps per ottenere il dovuto supplemento. Tale richiesta è valida anche se proviene dai superstiti del pensionato.

In genere, hanno diritto al supplemento i pensionati che proseguono nel versamento dei contributi all’Inps.

La legge prevede la sussistenza di alcuni requisiti per richiedere il supplemento di pensione.

Il punto di partenza è il versamento dei contributi dopo il pensionamento. Esso può avvenire sia nell’AGO – Assicurazione Generale Obbligatoria,che nella Gestione Lavoratori Autonomi.

La condizione è che siano trascorso almeno 5 anni dalla data di decorrenza della pensione o del precedente supplemento.

La facoltà di richiedere il supplemento può essere esercitata una volta sola quando sono trascorsi solo due anni. In ogni caso, è necessario aver compiuto l’età pensionabile.

Per il dettaglio delle ipotesi, si consiglia la consultazione dell’allegato.

Per quanto riguarda l’età prevista per il pensionamento di vecchiaia, la legge 214/2011 ha introdotto una serie di modifiche.

La cristallizzazione dell’età anagrafica si applica ai pensionati in possesso dei requisiti entro il 31.12.2011.

La legge prevede diverse ipotesi, per i soggetti che abbiano perfezionato il solo requisito anagrafico o quello contributivo, nei confronti dei quali riconosce il diritto alla liquidazione del supplemento di pensione. Per una panoramica dettagliata delle varie casistiche, è possibile consultare l’allegato.

Scopri i nostri servizi.

Un regime parzialmente diverso si applica a coloro che appartengono alla Gestione Separata dell’Inps. Il diritto al supplemento di pensione è regolato dal D.M. 282/1996 (articolo 1, comma 3). è necessario che siano trascorsi:

  • Almeno due anni dalla data di decorrenza della pensione;
  • Almeno 5 anni dalla decorrenza del supplemento precedente.

La legge 114 del 1974 prevede una particolarità riguardante l’ipotesi di trasformazione dalla Gestione Autonoma all’AGO.

L’avente diritto alla pensione di invalidità, facente parte di una gestione speciale dei lavoratori autonomi, può richiedere la pensione di vecchiaia nell’AGO dei lavoratori dipendenti.

Le condizioni per l’esercizio di tale facoltà sono due:

  • Il possesso dei requisiti di assicurazione, contributivi e anagrafici;
  • Il rispetto dei termini.

La lavoratrice che ha diritto alla pensione di anzianità in base al regime “opzione donna” a carico di una Gestione Speciale dei lavoratori autonomi può revocarla per chiedere la pensione di vecchiaia a carico dell’AGO. In questo caso è richiesto:

  • Il compimento dell’età pensionabile;
  • L’adozione del metodo di contribuzione mista;
  • Il requisito contributivo.

Per il dettaglio delle prescrizioni di legge nel caso del trasferimento, degli importi del supplemento e del relativo calcolo, si consiglia la consultazione dell’allegato.

Scopri i nostri servizi.

La ricostituzione è una variazione dell’importo della pensione, che era stato già calcolato in precedenza. Essa dipende dalla contribuzione, a seconda che vada versata o dovuta, con riferimento a periodi precedenti.

In base al DPR 448/1968, lo scopo è tutelare il lavoratore da eventuali ritardi da parte del datore negli adempimenti assicurativi e in caso di difficoltà di reperire i documenti richiesti per l’accreditamento dei contributi figurativi.

Scopri i nostri servizi.

Il meccanismo della variazione contributiva prende avvio in seguito ad apposita domanda, presentata dal lavoratore stesso.

NB: Non è prevista alcuna decadenza per il riconoscimento del diritto.

Le somme liquidate a titolo di arretrati sono sottoposte ai termini di prescrizione.

La domanda di ricostituzione. Essa è sottoposta al termine di decadenza previsto dall’art. 47 del DPR 639/1970. Ciò vuol dire che se, dopo la sua presentazione l’Ente competente non provvede, il lavoratore può procedere per via giudiziale entro 3 anni dalla scadenza dei termini previsti per il procedimento amministrativo.

Si consiglia la consultazione dell’allegato per la disciplina dettagliata.

Le condizioni in presenza delle quali è possibile fare domanda di ricostituzione sono:

  • Accreditamento di contribuzione che non è stata valutata al momento di procedere alla prima liquidazione pensionistica;
  • Esclusione di contribuzione che è stata già valutata nel corso della prima liquidazione;
  • Modifica del valore retributivo e/o contributivo preso in considerazione per la prima liquidazione.

Dopo aver verificato la sussistenza di tali condizioni, si procederà al ricalcolo della pensione spettante al lavoratore. A tal fine verrà comunque adottato l’iter in vigore al momento della decorrenza iniziale.

Scopri i nostri servizi.

Le tipologie di contribuzione sono tre: figurativa; da riscatto; versamenti volontari o riscatti.

  1. All’interno della contribuzione figurativa rientrano:
  • Il servizio militare;
  • La gravidanza e il puerperio;
  • La cassa integrazione guadagni e mobilità;
  • L’assistenza per TBC;
  • L’aspettativa per incarichi di natura sindacale e politica;
  • La disoccupazione indennizzata;
  • La malattia e l’infortunio (con periodi massimi differenti a seconda dell’arco temporale)
  1. Fanno parte della contribuzione da riscatto, che può essere recuperata dietro pagamento da parte del lavoratore:
  • I periodi di lavoro svolti all’estero in Stati che non prevedono convenzioni previdenziali con l’Italia;
  • Il corso di laurea;
  • I periodi di lavoro per i quali non sono stati pagati i contributi e che non è più possibile recuperare poiché è intervenuta la prescrizione;
  • I periodi dal 1920 al 1950 in cui i lavoratori con uno stipendio più alto di una determinata soglia limite non dovevano adempiere all’obbligo assicurativo;
  • I periodi di maternità facoltativa;
  • I congedi per motivi di famiglia per assistenza e cura a disabili;
  • I periodi anteriori al 1996 durante i quali si era in co.co.co.;
  1. Appartengono alla tipologia dei versamenti volontari:
  • I periodi di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro previsti da norme di legge o clausole contrattuale;
  • I periodi di Formazione Professionale, Studio e Ricerca, Inserimento nel mercato del lavoro;
  • I periodi di attesa tra i diversi lavori stagionali;
  • I periodi non coperti per lavoro part-time verticale, orizzontale o ciclico.

Le singole tipologie sono soggette a specifiche limitazioni e condizioni, per avere visione delle quali si consiglia la consultazione dell’allegato e delle relative disposizioni legislative.

Scopri i nostri servizi.

sei interessato a questo servizio?

Lascia i tuoi dati, ti ricontatteremo al più presto