Maternità gestione separata

Maternità gestione separata: il congedo di maternità è un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per le dipendenti prima e dopo la gravidanza. In presenza di particolari condizioni che impediscono il congedo alla madre, l’astensione dal lavoro spetta al padre.

L’astensione obbligatoria è riconosciuta anche ai lavoratori (madri e padri, anche adottivi) iscritti alla gestione separata dell’Inps. Le categorie specifiche a cui la Legge 335/1995 fa riferimento sono:

  • Lavoratrici a progetto e categorie assimilate;
  • Associate in partecipazione;
  • Libere professioniste iscritte alla gestione separata;
  • Lavoratrici che svolgono prestazioni occasionali;
  • Lavoratrici riconducibili alle categorie “tipiche” (amministratore, sindaco, revisore di società, di associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica);
  • Lavoratrici titolari di rapporti di “lavoro autonomo occasionale” di cui all’art. 2222 c.c.;
  • Venditori “porta a porta”.

Scopri i nostri servizi.

I requisiti per l’astensione per maternità sono di natura contributiva: sono richiesti tre mesi di contribuzione effettiva nei 12 mesi precedenti al periodo di astensione.

Va precisato che per effettiva si intende «Effettivamente versato dal datore di lavoro o dal libero professionista nella gestione separata».

Ciò vuol dire che non opera il principio dell’automaticità della prestazione della gestione separata: i contributi, oltre che maturati, devono essere stati realmente versati.

Scopri i nostri servizi.

In totale il periodo indennizzabile è pari a cinque mesi, così distribuiti:

  • Due mesi prima del parto;
  • Tre mesi dopo il parto.

Tale regime si applica anche in caso di adozione e affidamento preadottivo, sia nazionale che internazionale. Si rimanda all’allegato per la disciplina di dettaglio.

Inoltre, l’astensione è estesa anche ai lavoratori parasubordinati, i quali avranno diritto all’indennità per i singoli periodi indicati in allegato.

Per quanto riguarda il reddito medio per effettuare il calcolo dell’indennità spettante, va preso in considerazione quello utile ai fini contributivi nei 12 mesi precedenti. Per il dettaglio dei periodi di riferimento e del metodo di calcolo, si consiglia la consultazione dell’allegato.

La misura è pari all’80% della RMG – Retribuzione Media Giornaliera, percepita nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile.

Scopri i nostri servizi.

La presentazione della domanda va effettuata telematicamente, allegando il certificato medico che attesta la gravidanza o la documentazione che dimostra l’adozione o l’affidamento. A ciò si aggiunge la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti l’astensione dall’attività lavorativa.

A seconda della categoria a cui appartiene l’interessata, cambiano i documenti richiesti per legge. È possibile consultare le relative liste nell’allegato.

L’indennità viene erogata dall’Inps mediante bonifico o in contanti allo sportello dell’Ufficio Pagatore.

Il termine di prescrizione è di un anno, che decorre dal giorno successivo alla fine del congedo di maternità (o paternità). Per non decadere dal diritto all’indennità bisogna presentare all’Inps un’apposita istanza. L’eventuale invio di atti anche tramite Pec ha effetto interruttivo della prescrizione.

Il termine di decadenza è di un anno, a partire:

  • Dalla data di comunicazione della decisione del ricorso;
  • Dalla data di scadenza del termine per la pronuncia del ricorso amministrativo.

Ulteriori informazioni più specifiche sono consultabili in allegato.

Scopri i nostri servizi.