Maternità autonome

Maternità Autonome: alle lavoratrici autonome spetta un indennizzo economico durante i periodi di tutela della maternità.

La Legge 546/1987 ha introdotto l’indennità di maternità per artigiane, commercianti e coltivatrici dirette. Essa sostituisce la retribuzione e viene erogata dall’Inps per cinque mensilità (come il periodo di astensione per maternità).

Hanno diritto all’indennità:

  • Le coltivatrici dirette;
  • Le mezzadre;
  • Le colone;
  • Le imprenditrici agricole a titolo principale;
  • Le artigiane;
  • Le commercianti.

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I requisiti necessari sono:

  • L’iscrizione alla gestione dell’Inps in base all’attività svolta;
  • Una situazione di regolarità contributiva;
  • Il versamento della quota di contributi previsti per la tutela della maternità.

Il periodo indennizzabile è pari a cinque mesi, così distribuito: due mesi prima del parto e tre mesi dopo il parto. Nell’allegato sono specificate una serie di ipotesi relative ai casi di adozione e affidamento e ai relativi periodi indennizzabili.

L’indennità è pari all’80% delle retribuzioni convenzionali giornaliere. Per ogni categoria (artigiane, coltivatrici, commercianti, ecc..) sono previsti importi diversi, per i quali si rimanda all’allegato.


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La domanda va presentata con modello IND/MAT SR14 per via telematica, dopo la nascita del bambino. è richiesta la certificazione per individuare il rapporto di parentela tra madre e figlio o ulteriori informazioni se si tratta di adozione o affidamento.

Il pagamento è effettuato dall’Inps. L’interessata può scegliere quale modalità tra accredito su conto corrente o bonifico.

Nell’allegato è possibile consultare la documentazione richiesta e prendere visione delle differenze intercorrenti tra parto, adozione o affidamento e aborto.

Il termine di prescrizione entro il quale va presentata la domanda è di un anno. Esso decorre dal giorno successivo all’ultimo giorno indennizzabile (che, salvo eccezioni, è tre mesi dal parto).

È consentita l’interruzione della prescrizione, previa richiesta della lavoratrice.

Trascorso un anno dal giorno successivo alla fine del congedo di maternità, la lavoratrice perde il diritto all’indennità.

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