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Pensioni 2019: importi ricalcolati dalla rata di aprile

12 Aprile 2019

Con le nuove regole di rivalutazione al costo della vita, ritocchi al ribasso delle pensioni già dal mese di aprile. Il ricalcolo è previsto dalla legge di Bilancio 2019. Sono esclusi gli assegni fino a 1.522,26 euro lordi al mese e altri trattamenti. 
 A cura di 50&PiùEnasco 

Con una recente circolare l’Inps ha annunciato e illustrato le modalità di ricalcolo dei trattamenti pensionistici. La novità riguarda circa 5,6 milioni di pensionati che potranno avere una riduzione della pensione se l’importo è superiore a tre volte il minimo Inps (1.522,26 euro al mese). 

Il ricalcolo è una conseguenza della Legge di Bilancio 2019 che ha portato da 5 a 7 gli scaglioni per la rivalutazione delle pensioni al costo della vita (vedi tabella). I nuovi criteri hanno effetto dal 1° gennaio 2019, ma quanto pagato dall’Inps nei primi tre mesi dell’anno è stato calcolato sulla base dei precedenti criteri. Da qui nasce l’esigenza di ricalcolare le pensioni con l’assegno di aprile. Se quanto percepito è superiore rispetto al dovuto, allora bisognerà restituire la differenza. Come? Sulle modalità l’Inps farà sapere con una ulteriore circolare.

L’operazione di ricalcolo, come precisa l’Inps, è stata effettuata solo sui trattamenti di importo complessivo lordo superiore a tre volte il trattamento minimo. Tanto per chiarire, per “importo complessivo lordo” s’intende la somma di tutte le pensioni di cui il pensionato è titolare, erogate sia dall’Inps che dagli altri Enti presenti nel Casellario centrale, interessati al regime della perequazione cumulata.

Quindi, per individuare i trattamenti soggetti al ricalcolo, l’Inps ha individuato i pensionati con assegni superiori a 1.522,26 euro lordi mensili, i destinatari di nuove prestazioni che da dicembre 2018 si sono aggiunte alle precedenti, oppure pensioni che nel frattempo potrebbero essere state riliquidate o ricostituite. 

Di conseguenza, per ciascun pensionato destinatario del ricalcolo, l’Inps ha proceduto così:

  • la rivalutazione è stata calcolata in base ai criteri vigenti;
  • è stata calcolata la differenza di pensione lorda a debito del pensionato;
  • è stata calcolata la differenza di Irpef applicata sulle maggiori somme non dovute.

Il nuovo importo così è stato messo in pagamento con la rata di aprile. 

Esempio: pensionato con assegno lordo di 2.550,03 euro al mese a dicembre 2018, da gennaio a marzo ha avuto una pensione mensile di 2.576,93 euro (con il vecchio criterio di rivalutazione); nel mese di aprile, gli viene corrisposto un importo di 2.564,62 euro (con la nuova rivalutazione). 

Quindi, la differenza mensile è di 12,31 euro, per una restituzione totale di 36,93 euro.

 In evidenza…

I trattamenti esclusi dal ricalcolo
La rimodulazione della perequazione non riguarda:
  • le pensioni erogate alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice;
  • i trattamenti assistenziali e a carattere risarcitorio, quali le pensioni sociali e assegni sociali, prestazioni a favore dei mutilati, invalidi civili, ciechi civili e sordomuti;
  • l’indennità integrativa speciale;
  • le indennità e gli assegni accessori annessi alle pensioni privilegiate di prima categoria concesse agli ex dipendenti civili e militari delle amministrazioni pubbliche.

Per qualsiasi problematica attinente l’argomento trattato, o per altra questione di natura previdenziale, il Patronato 50&PiùEnasco offre tutta la consulenza e l’assistenza necessarie.